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Uso dello scanner digitale intraorale: file STL, architettura chiusa e architettura aperta

Gli scanner intraorali per le impronte digitali non sono più quelli di una volta e stanno diventando lo standard per le cure odontoiatriche. In questi ultimi anni, infatti, i professionisti del settore dentale hanno avuto diverse occasioni per imparare a conoscere la tecnologia di scansione 3d, attraverso le proposte commerciali, i seminari o la letteratura stessa.

Gli scanner 3D sono come delle videocamere avanzate che con delle tecniche specifiche catturano la deformazione dei fasci di luce proiettati per generare mappe digitali di oggetti 3D. Una volta completata la mappatura, un software ad hoc permette di creare il disegno di replica dell’oggetto scansionato. Nel caso dell’odontoiatria, “l’oggetto” è rappresentato da un’area specifica all’interno della bocca.

I modelli attualmente sul mercato rappresentano l’evoluzione della ricerca e sviluppo in ambito hardware e software applicato al settore dentale. In particolare, la qualità delle scansioni tridimensionali dipende molto dal software di rielaborazione dei dati acquisiti: la tecnologia di scansione 3D, infatti, diventa più sofisticata quando viene ottimizzata per un uso intuitivo.

La curva di apprendimento per l’uso di uno scanner intraorale è generalmente di 6 mesi. E’ quindi possibile nel frattempo appoggiarsi ad un laboratorio e concentrare le proprie energie sulla padronanza delle tecniche di scansione e del flusso di lavoro.

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I file STL,OBJ,PLY

La familiarizzazione con l’apparecchiatura comprende anche la comprensione dei tipi di file digitali che che vengono generati per la successiva progettazione ed eventuale stampa 3d . Uno di questi è il file l’ STL che sta ad indicare un formato di file “.stl”, il più utilizzato per registrare i dati delle impronte digitali. In sostanza, STL è il linguaggio universale che consente il trasferimento di dati digitali tra sistemi diversi come ad esempio lo scanner 3d e la stampante 3d.

Un file STL è una mappa a trama digitale di ciò che viene scansionato. Proprio come un JPEG, che consiste di milioni di pixel, l’STL digitale è costituito da triangoli. Più piccoli e densi sono i triangoli, più accurata è rappresentazione 3D dell’elemento.

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Sebbene l’STL sia il formato più comune per i file di scansione digitale, non è l’unico. Esistono anche altri tipi di file ( OBJ, PLY ) che gli scanner sono  in grado di generare e rispetto al file STL  portano con se informazioni aggiuntive rispetto la sola forma 3d dell’oggetto scansionato, come ad esempio il colore.

Un’altro punto importante da conoscere per non limitare la propria libertà di interazione verso l’esterno è sicuramente quello di sapere se lo scanner con cui si lavora è compatibile con i file sopra elencati ( STL, OBJ, PLY ) pertanto “aperto” o invece compatibile solo e solamente con specifici software “chiuso”

Ecco quindi necessario introdurre il significato di “architettura chiusa” e “architettura aperta”.

Architettura chiusa

L’architettura chiusa è il sistema per cui scanner, software e tutti i dispositivi periferici possono lavorare insieme – e solo insieme – un po’ come i computer Mac hanno lavorato per anni. I sistemi di impronta digitale ad architettura chiusa si integrano molto bene insieme, ma non possono integrarsi con dispositivi o software di altri produttori.

Architettura aperta

A differenza dei sistemi chiusi, i dispositivi che utilizzano l’architettura aperta consentono di acquistare separatamente scanner, software, computer e altri componenti.

Il ruolo del laboratorio

Una scansione digitale sotto forma di file STL, OBJ, PLY può essere inviata ad un laboratorio per la progettazione e realizzazione del dispositivo protesico o medico chirurgico. Ma il laboratorio deve avere attrezzature in grado di leggere i file da scansione digitale, per questo è importante che essi siano in formato universale come quelli descritti in precedenza.

Se il laboratorio non dispone dei macchinari necessari, ci sono numerose strutture in tutto il mondo con cui è possibile collaborare attraverso l’invio del file STL, e questo vale sia per lo studio dentistico che per il laboratorio odontotecnico stesso.

Conclusioni

L’architettura aperta consente di acquistare uno scanner, una stampante 3d, una fresatrice e altre tecnologie che funzioneranno insieme con gli stessi file.
Vale anche la pena notare che negli ultimi anni alcuni sistemi ad architettura chiusa sono diventati leggermente aperti per essere più compatibili con altre tecnologie introducendo funzionalità che permettono di convertire i loro file proprietari in file STL.

FeniQX è a disposizione per consigliare i professionisti del settore dentale sulle differenti architetture presenti sul mercato e consigliare il sistema più adatto al proprio flusso di lavoro.