Laboratori odontotecnici e processo di digitalizzazione: meglio la fresatrice o la stampante 3D?

I principali vantaggi della produzione digitale sono la capacità di creare oggetti con una precisione molto elevata e l’eccellente riproducibilità basata su file di dati digitali.

Questo vale sia che si tratti di fresatura che di stampa 3D.

Valutazioni sul flusso di lavoro

Oggi, il flusso di lavoro in laboratorio può essere mappato quasi completamente in fasi digitali: dalla ricezione dei dati della scansione intraorale alla progettazione e stampa o fresatura del prodotto finale.

Poiché molti passaggi di lavoro analogici possono essere sostituiti, o almeno accelerati, con la tecnologia digitale, c’è più tempo per concentrarsi sul design e sull’estetica.

Questo approccio porta a produzioni ottimali, in minor tempo.

Poiché ancora non tutte le fasi di lavoro manuali possono essere implementate utilizzando la tecnologia digitale, le procedure digitali sono spesso utilizzate per completare e migliorare il “modo classico di fare le cose”. La stampa 3D ne è un buon esempio.

La stampa 3D può essere integrata nel flusso di lavoro esistente per semplificarlo e digitalizzare gran parte del processo di fabbricazione. Inoltre, le stampanti 3D possono essere facilmente integrate nelle impostazioni di laboratorio esistenti senza troppi sforzi tecnici.

Al contrario, l’acquisizione di una fresatrice avrà maggiori conseguenze sulla routine quotidiana di un laboratorio. Se si utilizza una fresa dentale per la produzione di restauri, praticamente tutti i passaggi analogici verranno sostituiti da un processo digitale.

A differenza di una stampante 3D, una fresatrice non assiste il flusso di lavoro ma determina sostanzialmente il metodo di fabbricazione. Una volta acquistata, la fresatrice servirà a produrre gran parte dei restauri e quindi a garantire la redditività.

Valutazioni sulla scelta del materiale e campo di applicazione

Le stampanti 3D coprono un’ampia gamma di applicazioni: la struttura a strati degli oggetti stampati consente di implementare praticamente qualsiasi configurazione geometrica concepibile, anche in situazioni in cui lo spazio è limitato.

Al contrario, le fresatrici sono spesso limitate in questo senso a causa della limitata flessibilità degli strumenti che utilizzano.

Tuttavia, ci sono cose che una stampante 3D non può ancora fare: le stampanti non possono ancora coprire l’ampio spettro di materiali su cui lavorano le fresatrici.

Il processo di fresatura, infatti, è adatto a quasi tutti i materiali dentali, dalla vetroceramica fino all’ossido di zirconio ed anche le leghe dentali.

Con entrambi i sistemi è però possibile realizzare dime o modelli in cera.

Valutazioni sulle risorse

Nel processo di fresatura si perde fino all’85% del materiale. Al contrario, la stampa 3D utilizza solo il materiale effettivamente necessario, per costruire il pezzo e la struttura di supporto necessaria per il processo di costruzione.

A seconda delle dimensioni della piattaforma di stampa, è possibile stampare contemporaneamente più pezzi dello stesso materiale per lavoro di stampa.

Al contrario, le fresatrici possono elaborare solo un lavoro per ciclo: da un blocco di materiale o da un disco possono essere fresati solo pochi restauri, prima di dover essere sostituiti.

Va detto, tuttavia, che molte fresatrici sono dotate di un cambio materiale incorporato e di un cambio utensile per il cambio automatico in modo che più lavori che coinvolgono diversi tipi di materiali possano essere eseguiti in sequenza senza intervento manuale da parte dell’operatore.

 I fattori individuali sono decisivi

In definitiva, la questione di quanto lontano dovresti spingerti per digitalizzare il tuo laboratorio è questione di interfacciare le conoscenze tecniche odontoiatriche con le tecnologie digitali.

Sia la procedura di fresatura che la stampa 3D hanno i loro vantaggi unici.

Se un laboratorio saprà utilizzare al meglio queste tecnologie, emergeranno nuove possibilità nella progettazione e produzione di restauri.

I laboratori possono aumentare la loro efficienza e porsi in una posizione ancora migliore per soddisfare le richieste dei pazienti  dal punto di vista della convenienza, estetica e funzionalità.

Man mano che il numero di lavori implementati con la fresatrice continua a crescere, l’utilizzo della macchina aumenta e la redditività migliora. La stampa 3D, d’altra parte, offre un alto livello di efficienza e un rapido percorso verso la redditività, anche grazie al fatto che è possibile stampare più pezzi contemporaneamente.

Anche la combinazione di entrambe le tecnologie di produzione è un’opzione che vale la pena considerare: la fresatrice produce le corone, gli intarsi o i ponti utilizzando ceramiche o leghe metalliche, e quindi elabora specificamente quei lavori che rappresentano gran parte della creazione di valore dei laboratori; la stampante 3D può invece coprire la produzione di tutti i pezzi aggiuntivi a supporto del processo.

Il risultato: il laboratorio beneficia di un flusso di lavoro più veloce, più semplice e più affidabile.

Per qualsiasi approfondimento del tema, FeniQX può offrirti consulenza, sia sulle fresatrici che sulle stampanti 3D dentali.